Ode alla tualet Sovietica

Vasile Ernu | November 01, 2008
Translated by: Francesco Ricci, Serafina Pastore

 

Ode alla tualet Sovietica

 

 

 

                                                                                    Dedicato a Ilya Kobakov

 

 

 

 

Nella vita del cittadino sovietico non esiste nulla di più intimo della tualet. (Datemi il permesso, per l’immenso rispetto che nutro per questo luogo e per questa parola, di mantenere la formula sovietica: Tualet). Essa è, forse, la parola più intima che il cittadino sovietico possa conoscere. La Tualet è il luogo dove tu e solo tu risolvi incombenze che nessun’altro può risolvere al tuo posto. Nessuno - nè tuo padre, nè tua madre, nè tua moglie o il tuo migliore amico e neanche il Primo Segretario del Partito - può sostituirti nella visita obbligatoria che fai alla tualet. L’esperienza con questo luogo ti segna per tutta la vita, l’intero tuo essere resta per sempre intimamente legato a questo luogo e all’esperienza che fai in questo luogo. Esperienza che ognuno di noi ha avuto e che è diventata parte della nostra personalità collettiva. L’esperienza con la tualet sovietica è un bene collettivo che abbiamo conquistato, facendolo diventare uno dei tratti essenziali del nostro modo di essere.

 

Non so esattamente che esperienza faccia il cittadino di un paese capitalista occidentale, ma quando mi sono trovato per la prima volta in un paese di questo genere, la prima cosa che mi ha creato un certo disagio, sono stati i wc. Mi hanno infastidito non per la loro sporcizia, anzi nei confronti della tualet sovietica essi sono dei veri paradisi, e neanche per quanto riguarda il rispetto dell’intimità, dato che la maggiorparte è dotata di séparé che ti proteggono dagli occhi del vicino, ma a causa della loro incapacità a farti sentire in intimità. Per il cittadino sovietico ciò è inaccettabile. La tualet è l’intimità collettiva allo stato puro. Il cittadino sovietico si costipa davanti al “boudoir” capitalista, per il semplice fatto che questo spazio non si trova in un rapporto di intimità con lui. Per questo motivo non esistono ricordi legati a wc occidentali. E laddove non esistono ricordi, non esiste nemmeno intimità.

 

Che cosa rende così speciale questo luogo dannato? Ebbene cercherò di dirvi qualcosa, cose che di solito non si dicono, ma che ciascuno tiene solo per sè. E’ difficile raccontare i ricordi più intimi. Queste cose sono conservate per ricordartene e gioirne. Sono pochi coloro che le raccontano e ancora meno coloro che possono raccontarle. Ma ci proverò.

 

Per prima cosa voglio dirvi che esistono due tipi fondamentali di tualet sovietica, che ogni cittadino sovietico o ama o odia. Tuttavia, indipendentemente dal sentimento che provi, ti rapporti ad essa come ad una parte del tuo essere. La prima tualet è quella della komunalka. E’ lì che la conosci per la prima volta, ed è lì che sperimenti i primi momenti di intimità con questo tipo di spazio. La tualet della komunalka è uno spazio comune, che appartiene a tutti gli inquilini della casa. Pertanto, essa è un luogo di intimità di più persone, non solo della tua famiglia. Qui ci viene anche tetja Klava e dedja Valodija, la bella Marusija e l’antipatico Lenija, così come gli altri 20 inquilini della casa. Questo luogo vi sopporta, vi rispetta e vi serve tutti allo stesso modo. La tualet non fa discriminazioni. Tu puoi sbagliare nei suoi confronti, lei non può sbagliare nei tuoi.

 

Andare alla tualet è una vera arte, ma quella della komunalka presuppone una vera iniziazione. Diventi una sorta di pioniere, di guida di te stesso. Quando vai lì, devi sapere che, per quanto tu possa essere solo, gli inquilini ti seguono. Ce n’è almeno uno che ti segue e commenta: “Questo ci sta almeno mezz’ora”, “Legge  romanzi o chissà che diavolo ci fa”. In effetti, quando vai alla tualet, se davvero rispetti questo luogo, devi portare con te due cose. Un libro e la carta igienica. La carta igienica è un oggetto che non troverai mai nella tualet, la tieni conservata in un posto d’onore nella tua stanza. E si utilizza con parsimonia. Ma non dovete pensare che, se vi siete dimenticati la carta igienica, vi potreste trovare in una situazione imbarazzante. No. Troverete in un angolo o una Pravda dell’anno scorso, che automaticamente ti risolve anche il problema della lettura, o un mucchio di ritagli, accuratamente rifiniti con la forbice, della Komsomoliskaia Pravda. Di questo se ne occupa tetja Klava.

 

Per quanto riguarda il libro, non esiste una preferenza specifica per il luogo. Tutto dipende da te. Hai la libertà di scegliere qualunque libro desideri. La tualet è la sala di lettura perfetta ed il luogo che ha prodotto il maggior numero di intellettuali sovietici e i più significativi. Non crediate che il più grande merito nella nostra educazione spetti alla scuola sovietica, alla biblioteca Nadejda Krupskaia o V.I. Lenin oppure a una qualsivoglia università Lomonosov del Paese. Lo riconosco, anche loro detengono un posto d’onore nella nostra educazione. Tuttavia la tualet batte di gran lunga qualsiasi istituto di educazione e di cultura rispetto alla nostra formazione. Così che, nei momenti in cui ringraziamo gli uomini e le istituzioni che ci hanno formato ed educato, è bene non dimenticare di ringraziare anche questo santuario della cultura sovietica, la tualet.

 

La seconda tualet importante della nostra vita, della grande civiltà sovietica, è la tualet pubblica. Qui avviene l’incontro con un altro tipo di spazio, un’altro universo, un altro terremoto dell’esistenza. Qui l’esperienza è più forte, più carnale, più biologica. Qui la tualet ti entra da tutti i pori. Se nella prima l’esperienza collettiva era presupposta, distante, nota ma non presente, adesso, nella seconda, l’esperienza collettiva è diretta.

 

Su tutto il territorio nazionale, dal Kamchatka fino a Vilnius, dalle istituzioni pubbliche come la scuola fino alle fabbriche e alle officine, troverai delle costruzioni tinteggiate di bianco che, sui lati opposti, riportano a lettere maiuscole M e Ж (ossia uomini e donne). Il modello classico è senza porte e con un’unica parete a forma di L che protegge l’entrata e ti impedisce di guardare direttamente all’interno. Ad ogni modo nessuno avrebbe la curiosità di farlo. Nella tualet pubblica sovietica il voyeurismo è inesistente. Nessuno guarda l’altro. Semmai gli sguardi si distolgono, si evitano. Lo sguardo di ognuno è diretto nel vuoto. Nonostante ciò, succede qualcosa di strano. Succede che guardi te stesso con lo sguardo dell’altro. Ti guardi come e se fosse qualcun altro a guardarti, ti vedi con i suoi occhi. Questo ti infastidisce ancora di più, dandoti una strana sensazione, mai avuta prima.

 

Quando ci entravi dovevi essere deciso, dovevi far presto e stare attento a dove mettevi i piedi. A volte necessitava una certa perspicacia per riuscire nel tuo intento. Altre volte dovevi rinunciarci temporaneamente o definitivamente. Con la tualet pubblica vivevi un rapporto di conflitto, di spietatezza, ma la rispettavi, proprio perchè era il luogo senza il quale non potevi immaginare la tua vita. E piano piano, il conflitto, l’odore, il suo modo di essere entravano a far parte di te.

 

Lì, lungo una delle pareti, c’era una specie di conduttura inclinata (per gli uomini), da dove ogni tanto gocciolava dell’acqua. Oppure non gocciolava affatto. Era il posto per pisciare. Dalla parte opposta erano allineate delle buche nel pavimento, o piuttosto delle fosse. Da entrambi i lati di ogni buca, uscivano in rilievo le impronte di due piedi. Tutto era a vista. Questi due modelli-indicatori con le piante dei piedi ti aiutavano ad assumere la posizione di “aquila” sulla fossa. Non so, però, come fosse possibile che il cittadino sovietico, nonostante venisse educato già a scuola a mirare l’obiettivo, qui non riusciva in nessun modo a centrare il bersaglio. Le feci del cittadino sovietico si rifiutavano di entrare in quel buco, non volevano perdersi in quel Vuoto, in quel Nulla. Esse pretendevano molto più rispetto, volevano restare tra noi, per dirci che esistevano esattamente come noi. E non so come ci riuscissero. Restavano in superficie tra noi. Naturalmente non ho bisogno di dirvi che fissazioni borghesi, come la carta igienica, non esistevano ed i rubinetti erano una rarità. La tualet pubblica rappresentava una lotta all’ultimo sangue, il luogo in cui si consumava la grande battaglia. Tu che volevi gettare nel Nulla i tuoi escrementi, l’essenza della tua natura, e loro che opponevano un’incredibile resistenza. La battaglia ed il luogo della battaglia hanno cominciato lentamente a far parte di noi. Certo, anche nel caso assurdo in cui ti ritrovavi in una tualet dotata di “piedistallo”, ti sentivi obbligato a salirci con i piedi. La matrice della posizione e dei rapporti non poteva essere trasgredita.

 

Sempre in questo spazio intimo dell’essere sovietico trovi anche l’archivio più autentico dei messaggi indirizzati dal cittadino sovietico al grandioso popolo sovietico. Messaggi attraverso i quali il semplice cittadino si rivolge a tutta l’umanità. Questi messaggi sono scritti sulle pareti interne della tualet, che ormai da tempo non sono più bianche. Sono scritte con qualsiasi cosa, dal gesso alla penna fino allo sterco. I messaggi di solito sono legati a temi fondamentali: dall’amore, come ad esempio MАША + ВОВА=ЛЮБОВЬ, fino alle ingiurie più fantasiose. Le ingiurie sono ciò che sintetizza al meglio i veri stati d’animo e i veri desideri del popolo sovietico. Credo che nella lingua sovietica russa esistano al massimo circa 10 parole o espressioni, che sintetizzano l’intera natura e civiltà sovietica. Queste parole non le trovavi nè in Le Opere complete di Lenin, nè in Il Capitale di Marx e neppure nelle opere superate dei cremlinologi americani. Queste parole le trovavi qui, tutte in un solo posto.

 

Vorrei aggiungere qualcosa. Sicuramente avrete letto Proust. Vi dirò che, per il cittadino sovietico, niente può interpretare meglio il ruolo dei biscotti madeleine di Proust, quanto la tualet. La tualet sovietica ha per noi questa funzione. Quell’odore di feci, di piscio e di tanto, tanto cloro che il più delle volte ti faceva scendere le lacrime, quell’immagine di pareti bianche con i segni di pipì, le orme di scarpe, le scritte volgari, quella corrente d’aria fredda che ti penetrava in inverno, ancora oggi risvegliano nel cittadino sovietico i più brutti ricordi ed i più belli. La tualet risveglia e riaccende i ricordi più nascosti, facendoti rivivere la tua vita.
 

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Author: Vasile Ernu
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